Viva L'Italia (1915)

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Come osserva Brunetta "la diva fin dal momento della sua nascita produrrà forme di déreglamènt de tous les sens e di immediata diffusione di fenomeni di culto laico come non si erano mai visti". Il mito Bertini sembra incarnare alla perfezione la descrizione data da Gian Piero Brunetta. Francesca Bertini incarna dentro e fuori dallo schermo una donna autodeterminata, ribelle che non esiste nella società italiana degli anni dieci del Novecento. Spaventosa e ammaliane allo stesso tempo ben presto diventerà una vera ossessione per molti uomini dell'epoca e un modello (poribito) per le donne.
Francesca Bertini avrà anche un ruolo all'interno del cinema di propaganda bellica. Nel luglio del 1915 infatti  uscirà un brevissimo filmato dal titolo Viva l'italia annunciato come "uno spendido finale di attualità patriottica, eseguito dalla sig.na Bertini sul Gianicolo, ai piedi del monumento a Garibaldi". Si tratta di un breve film prodotto dalla Caesar Film. Accanto alle didascalie sono pubblicati due ritratti fotografici che mostrano la diva vestita da bersagliera con tanto di cappello piumato sulle venitré, mentre brandisce il Tricolore. Del film non rimangono che queste immagini. Non risulta, infatti, venga posto  alla revisione cinematografica, né ottenga il visto di censura un film con questo titolo.
"Viva l'Italia" (1915) è un esempio tardo e poco usuale di una pratica molto in voga tra le grandi case cinematografiche risalente a prima degli anni Dieci, quando le imprese fornivano agli esercenti filmati di pochi secondi, spesso colorati, con cui aprivano o chiudevano gli spettacoli. Potevano essere dei saluti introduttivi affidato di solito ad interpreti avvenenti o degli "arrivederci e grazie" con cui si congedavano gli spettatori. All'epoca della Grande Guerra molto probabilmente le maggiori case attive nel mercato tornarono a realizzare questo speciale genere di filmati ora destinati a sfruttare a scopo pubblicitario e patriottico la notorietà appena conquistate dalle dive cinematografiche.

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