É caduta una donna (1941)

12:21

  "Isa Miranda, con quel suo trasparente volto, sul quale i sentimenti spesso affiorano per dono distintivo e per ineffabile suggestione." Il Tempo, 1941

Dina è una ragazza - madre costretta a fuggire dal proprio paese perchè ripudiata dalla famiglia. A Milano, incontra un medico che si innamora di lei e si offre di accoglierla in casa sua insieme al figlio. Con il passare del tempo, però, l'uomo non riesce a dimenticare il passato, e a poco a poco, non tollera nemmeno più la presenza di un figlio non suo. Dina deve quindi trovare una soluzione: abbandonare il figlio o l'uomo che ama?
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Nei titoli di testa E' caduta una donna è seguito dal sottotitolo "pagina della vita di una ragazza qualunque dal romanzo di Milli Dandolo", dove in omaggio alla xenofobia dell'epoca Milli sta per Milly

La prima stesura del film, infatti, venne scritta dalla stessa Dandolo con Guarini e Zavattini ma  era caratterizzata da tutta la poesia presente nel romanzo.
Purtroppo al produttore Scalera non piacque la seconda parte del film fantastica  dove la protagonista morta alla fine del primo tempo investita da un'automobile ritornava sotto forma di fantasma per stare accanto al bambino.
Tutta la seconda parte del film, quindi, forse anche per motivi di riparmio venne eliminata con sommo rammarico del regista che fu costretto ad allungare il primo tempo per farne un lungometraggio rinunciando alla dimensione fantastica che gli interessava di più.

In effetti il film si conclude in maniera piuttosto busca quasi ingiustificatamente ( niente a che vedere, per esempio con il finale pure tragico di Stasera, niente di nuovo.


Senza essere stato un grande regista cinematografico, Guarini è una figura importante, sia per l'attività di produttore che per il contributo dato alla ricostruzione del cinema italiano neorealista. Di sicuro i film che ha diretto nei primi anni Quaranta non sono propriamente riusciti, però almeno nelle intenzioni sono interessanti, proprio perché vorrebbero percorrere strade alternative rispetto alla produzione italiana tipica di quegli anni (vedi l'amazzonico Senza cielo).

Del resto, Guarini e la Miranda erano appena tornati da Hollywood, dove la Paramount aveva cercato di lanciare l'attrice come una seconda Marlene Dietrich, e questo gusto "internazionale" nei film di Guarini ogni tanto lo si avverte. 


Una curiosità: il film è stato realizzato negli stabilimenti della Scalera Film a Roma, inserendo delle immagini di Milano per caratterizzare l'ambientazione.

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